Category: Commentaries

Identificazione di una massa intracardiaca con ecocardiografia “fast” eseguita in fase di triage da uno studente di infermieristica all’interno del Dipartimento di Emergenza. Caso Clinico

di Vito Maurizio Parato, Patricia Ciapanna, Gloria D’Angelo, Rita Elia, Noemi Minichelli, Erica Ciccarelli, Mariella Amadio, Tiziana Traini, Valentina Simonetti, Silvano Troiani, Paolo Groff

Premessa Il progetto Cardio-Echo-Lab, avviato presso il Corso di Laurea in Infermieristica della Università Politecnica delle Marche (sede di Ascoli Piceno), si prefigge di avviare a un training di base in ecocardiografia studenti del Corso di Laurea in Infermieristica che intendono frequentare masters post-laurea per tecnici di ecocardiografia. All’interno di questo progetto, n. 4 studenti del Corso di Laurea in Infermieristica della Università Politecnica delle Marche (sede di Ascoli Piceno), praticano un training specifico per eseguire un ecocardiografia (protocollo fast) nella fase di triage a pazienti con sintomi riferibili al sistema all’apparato cardiovascolare (dispnea, astenia, cardiopalmo, dolore toracico e sincope), afferenti al al Pronto Soccorso del Dipartimento di Emergenza dell’Ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto. Caso clinico Una paziente di sesso femminile di 60 anni, con anamnesi cardiologica negativa, giunge al triage del Pronto Soccorso con anamnesi cardiologica negativa. La paziente lamenta modesti sintomi respiratori da circa una settimana (tosse, lieve dispnea da sforzo) e chiede all’infermiere in servizio al triage di poter essere sottoposta ad un esame Rx del torace. La rilevazione della P.A. risulta essere normale (120/70 mm/Hg), ma all’ECG si presenta un quadro di fibrillazione atriale con frequenza ventricolare di 90 battiti / min circa. Figura 1. Proiezione 4 camere apicale dimostrante voluminosa masssa atriale sinistra che si incunea nell’orifi- zio mitralico. ITALIAN JOURNAL OF EMERGENCY MEDICINE - Febbraio 2015 Articoli originali 21 Vista la specificità dei sintomi lamentati, la paziente viene arruolata nel progetto Cardio-Echo-Lab ed entro 30 minuti dall’arrivo al triage viene eseguito un ecocardiogramma con protocollo “fast” da uno degli studenti di Infermieristica arruolati nel progetto. L’apparecchio portatile utilizzato è un MyLab 30 Gold della Ditta Esaote Biomedica, Firenze. L’ecocardiogramma ha consentito di identificare immediatamente una voluminosa massa rotondeggiante in atrio sinistro (dimensioni 6x4 cm) adesa al setto interatriale. La massa risulta mobile, senza peduncolo e prolassante nell’anello mitralico durante la fase diastolica (fig. 1, 2). La paziente viene successivamente quindi trasportata in sala visita, ove il cardiologo di turno effettua diagnosi ecocardiografica di mixoma atriale sinistro gigante e parzialmente ostruente l’afflusso ventricolare sinistro. A causa dei sintomi ostruttivi rilevati, la paziente viene trasferita d’urgenza alla SOD Cardiochirurgia di riferimento, entro 90 minuti dall’arrivo. In fig. 3 il mixoma escisso chirurgicamente dal setto interatriale. Discussione Il mixoma atriale è una massa intracardiaca benigna rilevabile con ecocardiografia [1]. Può localizzarsi nelle camere destre [2] ma la localizzazione preferenziale è l’atrio sinistro (75% dei casi). Il trattamento è l’escissione chirurgica urgente all’atto della diagnosi [3] onde evitare le complicanze emboliche, soprattutto cerebrali [4], generalmente invalidanti e pericolose per la vita. In ragione a causa della scarsità dei sintomi lamentati all’arrivo in triage, la paziente in questione avrebbe ricevuto un codice di accesso di bassa gravità, il quale avrebbe imposto una lunga fase di attesa, prima della visita. Solo l’esecuzione di un ecocardiogramma con protocollo ”fast” ha potuto consentire di evidenziare la gravità della situazione, alla quale è conseguito un trasferimento urgente presso l’U.O. Cardiochirurgia. L’ecocardiogramma con protocollo ”fast” si è reso possibile grazie al Progetto Cardio-Echo-Lab avviato dall’Università Politecnica delle Marche per studenti del corso di laurea in Infermieristica. Figura 2. Stessa massa visualizzata dalla proiezione L-A parasternale. Figura 3. Il mixoma escisso dal setto interatriale. 22 Articoli originali ITALIAN JOURNAL OF EMERGENCY MEDICINE - Febbraio 2015 Conclusioni Il caso in questione dimostra come l’ecocardiografia con protocollo ‘fast’, affidata a figure infermieristiche può migliorare l’outcome dei pazienti afferenti ad un Dipartimento di Emergenza con sintomi riferibili al sistema l’apparato cardiovascolare, fin dalla fase di triage. A quanto è dato conoscere, il Progetto Cardio-Echo-Lab è la prima esperienza di diagnosi cardiovascolare precoce operata da figure infermieristiche nella fase di triage di un Dipartimento di Emergenza. Bibliografia Jellis C, Hunter A, Sutton R. Multimodal imaging of an atrial myxoma. Cardiovasc Pathol. 2009; 18: 379-80. Yuce M, Dagdelen S, Ergelen M, et al. A huge obstructive myxoma located in the right heart without causing any symptom. Int J Cardiol. 2007; 114: 405-6. Strecker T, Rösch J, Weyand M, et al. Primary and metastatic cardiac tumors: imaging characteristics, surgical treatment, and histopathological spectrum: a 10-year-experience at a German heart center. Cardiovasc Pathol. 2012; 21: 436-43. Seung-Jae L, Jae-Hyun K, Chan-Young N, et al. Eleven Years’ Experience with Korean Cardiac Myxoma Patients: Focus on embolic Complications. Cerebrovasc Dis. 2012; 33: 471-79.

 

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