Itjem is the official italian scientific review for emergency medicine.

Publisher: Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, via Valprato, 68 Torino - www.simeu.it

Editorial coordination: Silvia Alparone.

Scientific Manager : Giuliano Bertazzoni; Operating Editorial Board: Paolo Balzaretti, Guido Borasi, Rodolfo Ferrari, Mauro Giordano, Paolo Groff, Emanuele Pivetta;

Advisory Board: Michele Gulizia, Riccardo Lubrano, Marco Ranieri, Maria Pia Ruggieri, Roberta Petrino, Francesco Violi.

Editorial Board and Reviewers: Giancarlo Agnelli, Giancarlo Avanzi, Marco Baroni, Stefania Basili, Alessio Bertini, Francesco Buccelletti, Gian A. Cibinel, Roberto Cosentini, Fabio De Iaco, Andrea Fabbri, Paola Noto, Giovanni Ricevuti, Fernando Schiraldi, Danilo Toni.

Norme editoriali clicca qui.

Category: Editorial

San Diego Veterans Affairs Medical Center and University of California, Division of Cardiology.

When we began using sST2 in the hospital and the heart failure clinic nearly two years ago, I would often be asked: Why should we use sST2 when our present way of managing heart failure is sufficient? The answer is both simple and complex. Take the example of patients presenting with acute heart failure. Most are treated exactly the same-meaning intravenous followed by oral diuretics followed by discharge. Some patients do fine; some are readmitted within 30 days; other die. The discouraging fact here that it is difficult up front to tell which patient will suffer which fate. High BNP levels (above the dry BNP) correlates with volume overload, which is often obvious to the physician. However, our experience thus far suggests that sST2 levels give us insight into the state of heart failure far beyond the state of intravascular volume or physical exam findings. While it is certainly additive to what NPs bring to the table, we believe that sST2 might potentially be looked at as the HbA1c of heart failure (figure one); in other words, the sST2 value has inputs from wall stress, inflammation, macrophage activation (fibrosis) and a number of still-to-be determined stimuli. Just as better glucose control drops HbA1c levels into a better prognostic range, better control of heart failure appears to lower sST2 levels.

Maisel 1 

Category: Editorial

Paolo Groff

Il Congresso SIMEU di Rimini è stato l’occasione per una cospicua serie di dibattiti ed approfondimenti organizzativi sul mondo dell’emergenza-urgenza in Italia che hanno arricchito il già variegato e complesso programma scientifico.

Un argomento che, in particolare, ha raccolto un nutrito gruppo di professionisti attorno ad un’animata discussione è stato quello sui potenziali modelli di “terapia semi-intensiva” o “intermediate care units” o “high dependency units” gestiti dal Medico d’Urgenza ed integrati nel Dipartimento d’Emergenza.

Category: Editorial

di Cinzia Barletta

 

La Medicina delle Catastrofi ha una parentela stretta e molto affine con la Medicina di Emergenza anche se gli obiettivi e gli strumenti sono diversi. La Maxiemergenza, seppur di natura diversa, convenzionale o non convenzionale (Nucleare, Biologico, Chimico, Radiologico - NBCR) si caratterizza sempre per una netta sproporzione tra le richieste e le capacità di risposta sanitaria. L’obiettivo è garantire il miglior risultato possibile per la popolazione, sia in termini quantitativi che qualitativi, ridurre le morti evitabili e la morbilità del maggior numero di persone coinvolte.
Gli strumenti utilizzati dalla Medicina delle Catastrofi sono: la Prevenzione del rischio per la conoscenza dei fattori potenzialmente causali, la loro eventuale riduzione e la pianificazione della risposta attraverso la formazione, l’addestramento e organizzazione delle Risorse Umane e Materali, la Mitigazione e Risoluzione del danno, e la Elaborazione della attività svolta, con valutazione degli esiti.

Una buona conoscenza della Medicina delle Catastrofi consente di acquisire strumenti utili per la gestione quotidiana delle Emergenze, soprattutto in condizioni di incidente maggiore, boarding e sovraffollamento dei Dipartimenti di Emergenza.
Ogni ospedale deve elaborare e testare un piano concordato e condiviso di Risposta alle Emergenze, Piano di Emergenza per Massiccio Afflusso di Feriti - PEMAF.
Uno studio condotto dalla Federazione Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza e Catastrofi - FIMEUC, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria della Facoltà di Roma la Sapienza, nell’ambito del progetto ROME, Risposta Ospedaliera alla Maxiemergenza, ha rilevato che solo il 48 % delle strutture del campione considerato possedeva un Piano di Emergenza Eccellente o Adeguato. Nel 7% dei casi si dimostrava inadeguato.

I Servizi di Emergenza Sanitari Pre-ospedalieri, SES 118 ed Ospedalieri - Pronto Soccorso e Dipartimenti di Emergenza, giocano un ruolo fondamentale nella fase di Sorveglianza, Allarme, Attenuazione e Risposta alla Maxiemergenza.
La Task Force della Federazione Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza e Catastrofi sulla Gestione dei Disastri - DiMFIT (Disaster Managemet FIMEUC Task Force) si pone come progetto obiettivo la elaborazione di linee guida di indirizzo nazionali per la elaborazione di Piani di Emergenza in risposta ai Disastri in ambito pre-ospedaliero ed ospedaliero e la diffusione della formazione e addestramento attraverso la simulazione di specifici scenari, come già proposto al Congresso Nazionale FIMEUC 2013 dedicato interamente alla Gestione della maxiemergenza nei suo aspetti teorico-pratici e di cooperazione multiprofessionale e multidisciplinare.

Argomento di questo numero di ITJEM sarà la gestione dei Disastri sia di natura convenzionale (Hand Man, Idrogeologici) che non Convenzionale (NBCR) con particolare riguardo al Bioterrorismo oggetto del Convegno svoltosi ad Assisi a Novembre 2013 su “Biosicurezza Aspetti Clinici e Strategie Oranizzative”.

 

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